• Matteo Basei

Intervista a Sergio Basei

Fondatore, Presidente e A.D. della “Basei Sapis S.r.l.”

Perché reputo Sergio Basei un imprenditore di successo?

Imprenditore è indiscutibilmente imprenditore. Di successo per il rapporto tra redditività della sua attività e la quantità di tempo libero che ha. Viaggia molto. E’ una persona che sprizza positività da tutti i pori.

“Vorremmo partire dal racconto della sua storia professionale. In particolare potrebbe raccontarci i momenti più significativi in termini di cambiamenti di ruolo sino a giungere al ruolo imprenditoriale che ricopre attualmente. Scelga lei da dove partire nel raccontarci la sua storia…” (monitorare elementi quali età, titolo di studio, ingresso nel mondo lavorativo, ingresso passaggio a ruolo imprenditoriale, vissuti ed esperienze, storia della propria impresa)

Ho frequentato le medie a Torino. E poi ho iniziato a lavorare. A scuola ho preso troppi brutti voti, per reazione, sul lavoro do il massimo per essere sempre preparato. La mia lettura preferita dell’epoca era Tex Willer (che ho letto 3 volte dal primo all’ultimo) e i vari fumetti “Bonelliani” dell’epoca. Il primo lavoro era nell’azienda di famiglia e mi costringeva a stare a contatto con le persone e a svolgere ruoli non adatti all’età che avevo. Svolgere ruoli non adatti alla propria età è molto utile perché ti costringe a crescere. Il bello è che cresci senza accorgertene. Appena raggiunta la maggiore età, patente, e primo lavoro in proprio fuori dall’ambito famigliare. Villaggi turistici, il sogno diventa realtà. Quattro anni alternando d’estate i villaggi turistici e quindi i sogni che diventano realtà, la sregolatezza, l’autoesaltazione e l’esaltazione dei clienti e nei restanti mesi il lavoro nell’azienda di famiglia con orari, ruoli, scadenze, responsabilità. Dopo quattro anni così la magia. Arrivano i figli. Senza saperlo sei già formato, pazzo e responsabile, capace di fare e di far fare, da lì in poi, il passo è breve. Basta:

  1. Andare al lavoro tutti i giorni.

  2. Avere fortuna.

  3. Non commettere grossi errori.

E un bel giorno scopri che sei un imprenditore che analizzando da dove sei partito hai avuto un buon successo e se ad ogni pasto, non hai mangiato più di quel che ti stava in bocca, non ti sei neppure guastato.


“Quali caratteristiche ha l’organizzazione che lei attualmente gestisce?

E’ un attività artigiana impiantistica.

Qual è la sua storia? Come nasce?

Ho iniziato a lavorare come venditore, nel corso degli anni ho svolto tutte le mansioni compresa quelle di operaio, alla fine ho comprato la ditta.


Che futuro è auspicabile?

Smetto di lavorare e chi rimane continua a lavorare.

“Quali sono secondo lei le competenze chiave nella gestione di un’impresa?”

Conoscere se stessi. Conoscere il prodotto. E questo sono le competenze. E avere un grande desiderio di arrivare.


“Quali sono le competenze che lei usa quotidianamente?

L’ascolto. Ascolto il mio interlocutore, capisco esattamente che cosa vuole. Analizzo velocemente se ho o potrei avere l’articolo, il prodotto o il servizio che soddisfano la richiesta e o l’esigenza del cliente e porto a casa l’ordine. Normalmente la gente è confusa, ha scarse informazioni, queste scarse informazioni normalmente sono confuse e contraddittorie tra di loro, spesso le persone non sanno di cosa parlano o hanno una conoscenza superficiale degli argomenti. Poi vengono da te e cominciano a parlare con il loro bagaglio di superficialità e di cose che non sanno, spacciandosi per persone che sanno. Dopo che le hai ascoltate con calma, con molta calma, hai il quadro esatto di tutto quello che non sanno. A questo punto gli spieghi le cose come esattamente sono, gli spieghi come potrebbero fare per raggiungere l’obiettivo che non avevano neanche esattamente chiaro. A quel punto sei per loro quasi come un salvatore, sicuramente una persona preparata, hai conquistato la loro fiducia e facendo del bene a loro, fai del bene anche a te.


“Riesce a individuare le competenze tecnico-operative più significative?

Conoscere approfonditamente le normative. Conoscere come i professionisti, essendo diversi gli uni dagli altri, applicano ed interpretano le normative. In modo da poter adattare il professionista e quindi l’interpretazione che esso dà della norma, al caso che di volta in volta ci occupa per fornire al cliente finale, attraverso il professionista che di volta in volta è quello idoneo (per come interpreta il problema) a risolvere nel minor tempo possibile, nel miglior modo possibile e con il minor costo possibile il problema. Macro argomento, progettazione. Professionista X, professionista Y, professionista Z. Problema. Ottenere il certificato di prevenzione incendi. Soluzione del professionista X: 20 opere da realizzare, 200.000,00 € da spendere. Professionista Y: 20 opere da realizzare, di cui 10 diverse da quelle del professionista X, 100.000, € di spesa. Professionista Z: 5 opere da realizzare, 50.000,00 € di spesa. Tutti e tre i professionisti applicano la normativa, e ottengono il certificato. Nell’esempio sopra citato, la capacità consiste appunto nel conoscere la normativa per poter verificare che quanto proposto dai tre professionisti, sia comunque rispettoso della normativa stessa, conoscere il modo di pensare dei tre professionisti, in modo da poter, risolvere il problema in questo caso, con il professionista Z, con 5 operazioni e 50.000,00 € di spesa.


“Riesce a individuare le competenze trasversali/relazionali più significative?

Dividiamo tra trasversali e relazionali. Relazionali: confrontarsi costantemente con i concorrenti e trarre spunto dalle loro capacità e dai lavori non presi o dai clienti persi per mettersi costantemente in dubbio e saper accettare da un lato la sconfitta e dall’altro che ci sono persone più brave, più competenti di noi. Mentre trasversali: la pazienza, la calma, la riflessione, la pittura aiutano molto. Tu dipingi, mi piace sopratutto il quadro della barca a vela.


Può fare degli esempi di situazioni/momenti in cui ha utilizzato le due tipologie di competenze individuate?

Quotidianamente utilizzo queste… quotidianamente, venendo a contatto con svariate persone. Molto spesso. Praticamente ogni colloquio che faccio utilizzo queste competenze.


Su quali competenze sente di voler investire per il suo futuro professionale? Attraverso quale modalità di formazione, crescita e sviluppo personale?

La resistenza, durante l’attività sportiva. Perché trovo che avere capacità di resistenza, mantenendo il controllo sulle lunghe distanze, giova moltissimo, nei rapporti professionali. E poi imparare a fare kate surf. Perché nella fase di volo ti senti come un uccello, e scivolando sulle acque trasparenti, senti quanto sei infinitamente piccolo ed insignificante in questo mondo e quanto di tutte le tue paure, insicurezze, ansie, sogni, desideri, conflitti, ecc. Non gliene frega assolutamente niente a nessuno. Appoggiandomi a degli istruttori alle singole specialità, quindi per gli sport di montagna affidarsi sempre alle guide alpine, per gli sport di mare a specialisti che in prima persona possano dimostrare le proprie abilità. Mai fare l’auto didatta. Partire dall’esperienza personale consolidata dell’istruttore, adattarla a se stessi e renderla disponibile quale competenza trasversale per affrontare le situazioni che via via si presentano in ambito lavorativo.


Quali competenze suggerirebbe di coltivare ad un giovane imprenditore interessato a gestire un’impresa nell’attuale contesto?

A un giovane imprenditore suggerirei di viaggiare il più possibile ed entrare in contatto con il maggior numero di realtà, popoli, e persone povere. In modo da capire quanto esso è fortunato e che ciò che fa anziché essere volto al profitto personale ed alla soddisfazione dei propri desideri può essere indirizzato al piacere di condividere con i propri colleghi un progetto di vita, perché di fatto il lavoro è un progetto di vita, che impegna un lungo periodo della vita. Mirando alla soddisfazione quotidiana ed al servizio reciproco con i propri colleghi. Mi piace ricordare che servendosi l’un l’altro ci si sente liberi. Io credo che non esiste la crisi, personalmente credo che non esista la crisi. Credo che esistano scenari che mutano, e così come, amo avere i capelli lunghi, e per un certo periodo averli corti, e per un altro periodo non avere i capelli, si susseguono delle fasi. La capacità di un imprenditore, o meglio una delle capacità di un imprenditore credo sia quella di non restare legati ai capelli che non ci sono più. Perché o ricresceranno o tanto non ci sono più, e quindi di cosa stiamo parlando? Cambiano gli scenari. Basta adattarsi agli scenari e cogliere ciò che si può cogliere dallo scenario presente. Se cerchi lavoro chiarisciti: Cosa sai fare, Cosa vuoi fare.

Lavorando: sopravvivi. Non impari un fico secco. Devi leggere, studiare, formarti continuamente.


INDAGINE VALORIALE Dando un punteggio da 1 a 10 quali valori sono determinanti per l’ottenimento del successo? Cosa potremmo aggiungere per completare la tabellina?

Onestà 10

Pazienza 8

Allegria 8

Positività 8

Rispetto verso gli altri 8

Rispetto verso se stessi 10

Amore verso gli altri 8

Amore verso se stessi 10

Capacità di perdono 10

Creare persone indipendenti 8

Basare i rapporti sulla stima 8

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